Un week-end a Faenza, città di arte e accoglienza!

2Ci sono persone che incontri lungo il tuo cammino, che non fanno altro che entrare in sordina con molto pudore e rispetto, che senza mai essere invadenti ti cercano e ti accolgono come se ci si conoscesse da sempre. Ho conosciuto Marta per vie traverse, da un amico che ho conosciuto per caso su twitter e, dopo poco tempo,  Marta si è rivelata una buona amica. Marta è un bravissimo architetto, meravigliosa creatrice di origami e ha una spiccata sensibilità per il mondo dell’arte, cosa non banale pur essendo nata a Faenza.
Vi chiederete perché ho tenuto a precisare sul “pur essendo nata a Faenza”, perché Faenza, con i suoi sessantamila abitanti è un fulcro di arte, di cultura, di senso dell’estetica che mai avrei creduto. Con la sua tradizione ceramista, con il culto dell’artigianalità, dell’innovazione della tradizione, mi ha rapito il cuore e mi ha fatto passare uno dei weekend più interessante degli ultimi anni.

La giornata è cominciata con un giro in centro passeggiando tra le varie botteghe dei ceramisti perché si sa, Faenza è la città della ceramica! Il primo laboratorio è stato quello di Elvira Keller, giovane ceramista di nascita napoletana che, venuta a Faenza per studiare, ha incontrato l’amore e ci è rimasta, aprendo il suo laboratorio dal tocco nipponico, dove il candore, il minimalismo e la delicatezza, sono la chiave di lettura della sua firma. L’ho invidiata tanto, l’ho immaginata lì al suo tavolo da lavoro, senza un capo a cui dar retta, senza l’ansia di compiacere il volere altrui… e ho capito che lei ha la possibilità (oggi rara) di vivere nel vero lusso, quello di dover dar conto solo a se stessa! Ho amato follemente i suoi bicchieri “GIN” , dove su ognuno di essi c’è un gioco di parole sul GIN, come GINgillo, reGINina, vaGINa…e tanti altri!
Pausa pranzo da ‘o fiore mio, pizzeria gourmet di altissimo livello, non a caso ha avuto i tre spicchi Gambero Rosso, e via di nuovo in giro tra le botteghe delle ceramiste più “visionarie” , dove la ceramica non è vista solo come artigianato, ma come arte ed interpretazione degli input esterni, delle esperienze vissute e del sogno del percorso futuro.
La bottega di Fiorenza Pancino è un concentrato di energia, colore e passione. Fiorenza è una donna forte, di quelle indistruttibili, e tutte le sue creazioni nascono come opere d’arte e non hanno solo una collocazione di utilità nello spazio. L’opera che ho amato di più è stato “l’universo mi ascoltava” dove, con una composizione di fiori colorati, ha riproposto la sensazione di lei da bambina immersa nella natura, quella natura che l’accoglieva e l’ascoltava. Mi sono ritrovata in quel sentimento e l’ho fatto mio, proprio come l’arte vuole!
Poi siamo stati al museo Carlo Zauli, padre della ceramica rivoluzionaria, il Le Corbusier della ceramica, ma di questo ve ne parlerò in un post dedicato perché ci sono troppe cose da raccontare!
Ultima tappa, ma non per importanza, è stata la Bottega Vignoli, dove ad accoglierci è stata la travolgente Saura, donna dalle mani d’oro e dal cervello acuto che, con tutta la sua energia, ci ha mostrato tutte le sue opere raccontandoci le fonti d’ispirazione, le tecniche di realizzazione e di reazione (perché il decoro della ceramica è chimica pura) e ci ha affascinato con le sue storie di vita vissuta che, se solo avessi la garanzia di viverne almeno un quarto delle sue, mi sentirei la donna più fortunata del mondo! La sua firma è inconfondibile, il suo amore per la conoscenza del passato (e lei ha cultura da vendere!!!) lo riporta in ogni singolo pezzo, rendendolo contemporaneo nonostante l’ispirazione sia del passato.
La giornata si è conclusa con una meravigliosa cena all’osteria della Sghisa, di cui è fondamentale parlarne in un altro post (loro sono pazzeschi) e dopo una meravigliosa cena, un’Insolita Locandiera ci ha aperto le porte di casa sua, con una grazia, un amore e una delicatezza che raramente ho incontrato nella mia vita (e io sono mooolto esigente) ma anche di questo ve ne parlerò in un altro post!
Che dire, Faenza è la città che non ti aspetti, è arte e tradizione, è la città che può rapirti in un solo giorno passeggiando per le botteghe e respirando arte e voglia di cultura.
Grazie Marta, mi hai fatto scoprire proprio una bellissima città! img_0021  img_0023 img_0025  img_0028 img_0030 img_0031 img_0034 img_0035 img_0036 img_0038 img_0080 img_0085 img_0087 img_0089 img_0092 img_0095 img_0107    img_0115 img_0167 img_0168 img_0169 img_0170 img_0171  img_0173 img_0174 img_0175 img_0177 img_0179 img_0180  img_0186 img_0187 img_0188

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