NAPOLI 1820, IL VESUVIO IN RIVA AL NAVIGLIO!

IMG_7888-1024x1024Non sono mai stata una vera partenopea, non sono una di quelle che va predicando il proprio credo suddista. Ciò non toglie che nel mio accento sia sempre presente la cadenza campana, che le battute in napoletano hanno sempre una verve in più e che quando sento qualcuno parlare in napoletano, che io sia in Messico o a Pavia, il mio petto si gonfia di orgoglio.
A Milano è più che normale sentire parlare in napoletano perché si sa, i milanesi sono solo un mito, in realtà non esistono!
Da quando vivo qui, vado sempre alla ricerca della pizza perfetta, di quella che non ti fa rimpiangere Napoli, e devo dire, che ci sto riuscendo!
Quando ho una riunione con i miei angeli di 2 biscotti nel tè, cerco sempre di farlo nel modo più vicino possibile alle nostre radici, così che possiamo sentirci “a casa” a tutti gli effetti!
Così Francesca, dopo aver testato con le sue papille gustative Napoli 1820, propone di andar lì per una pizza che non ci avrebbe deluso.

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A CASA EATERY, lo spazio e il tempo non sono un problema!

a casa_6Sembrerà strano, ma a Milano ho trovato un ristorante che non fa turni e accetta prenotazioni un qualsiasi orario senza che tu vada alle 20 o alle 22, ha tavoli talmente distanti tra loro che non sembra un ristorante, e soprattutto ha un rapporto qualità prezzo di tutto rispetto.Lo scorso week-end è venuta a trovarmi Giovanna, la mia migliore amica di sempre. È venuta perché c’è stata una festa importante, una festa che ricorderemo per sempre: la festa di inaugurazione della prima casa mia e di Piero. E come ogni volta che Giovanna viene a Milano, cerco di portarla in posti carini e diversi da quelli che potrebbe trovare anche a Napoli. Così, l’ho portata “A casa- Eatery”, a due passi dai navigli e nella strada che per sempre porterò nel cuore perché lì ci sono la mia prima casa da sola a Milano e tanti altri ricordi.

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Sentirsi a casa da “Quei due…”.

QUEI DUE_2Ancora ricordo la scena di me sull’aereo per Milano, con una valigia piena di speranze e pregiudizi.
Ho sempre avuto un brutto vizio, quello di giudicare senza conoscere fino in fondo. Crescendo e soprattutto vivendo realtà diverse, ho imparato a conoscere prima di esprimere giudizi e a non essere prevenuta.
Come tutti i napoletani, la pizza per me è sacra! Quando vivevo ad Aversa, non potevo non mangiarla almeno una volta a settimana nella solita pizzeria di fiducia.
Per questo, potete immaginare la mia disperazione nell’esser convinta che a Milano non avrei MAI trovato una pizza degna di questo nome.

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