Vi racconto il secret party “Detto Fatto”!

DSC03607Metti uno chef pazzesco, una buongustaia doc e una sorella super ospitale, ed il gioco è “detto fatto”!
Ieri sera lo chef Franco Aliberti, tutor della trasmissione “detto fatto” condotta da mia sorella Caterina, ha voluto deliziarci con una cena preparata da lui, non nel suo ristorante Evviva Riccione, ma a casa di mia sorella Cate.
Così, dopo aver deciso di voler prendere per la gola solo donne perché, come lui ama definirsi, “è un amate di tutte le donne!”, ha invitato 5 tutor della trasmissione e me che con la trasmissione non c’entro nulla!

Tutte avevamo una coroncina piumata e, chi più chi meno, sì è divertita a fare selfie con questo buffo gadget che mio nipote GA ha offerto all’arrivo ad ognuna di noi per farci sentire principesse per una sera.DSC03538 DSC03622 DSC03614 DSC03624
In realtà più che un’invitata, sono stata onorata nel poter essere l’assistente dello chef e, dopo due minuti in cucina, ho dovuto indossare il grembiule perché era palese quanto fossi negata e sicuramente mi sarei macchiata prima ancora di dare inizio alle danze!
Così, per una sera sono stata al suo fianco e ho scoperto un mondo pazzesco che mai avrei immaginato visto che, al massimo, preparo una pasta al pesto!

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È stato davvero divertente anche se, a dire il vero, ha fatto tutto lui. È venuto super equipaggiato con cibo, condimenti e addirittura pane! Ha portato quattro tipi di pane fatti da lui con lievito madre… pazzeschi! Erano al farro, integrale, pugliese e alle mandorle, perfetti per la scarpetta con il sugo al pomodoro che ha preparato per la pasta! Mentre lui preparava e io aiutavo, mio nipote GA, da vero uomo di casa,  ha “scelto” il vino infilandosi letteralmente nella dispensa.

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Il menù prevedeva: aperitivo con tataki di tonno su crostini di pane e tartare di tonno realizzati con lo scarto dei filetti per il tataki perché la sua filosofia è lo scarto zero, quindi tutto quello che riesce a recuperare, lo propone come pietanza vera e propria e in modo sempre originale.

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Poi siamo passati all’antipasto, meravigliosa piovra “fumata e ubriacata” su una crema di piselli. Oltre alla bontà del piatto, è stato favoloso sapere il procedimento dell’affumicatura con gli aghi di pino. In pratica crea un braciere con gli aghi di pino in un armadio e, con un foro di collegamento, questo fumo arriva in un altro armadio dove è riposta la piovra. Il segreto è mettere del ghiaccio nel secondo armadio dove è riposta la piovra perché il fumo, ad alte temperatura, cuoce gli alimenti oltre ad affumicarli, e quindi è necessario controllarne la gradazione per evitare che si cuocia.

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Poi siamo passati ai paccheri al pomodoro, anche qui Franco mi ha svelato il segreto per un buon sugo al pomodoro che non si limita solo ad un pomodoro di qualità. Il segreto sta nella cottura del basilico che prevede un momento ben preciso dell’immersione nell’olio. È fondamentale che scoppietti e non si lessi per spigionare davvero la sua essenza.
Dopo i paccheri ci aspettava la tartare di carne, ma noi eravamo strapiene e così, visto che al dolce non si dice mai di no, siamo passati ai maritozzi con la crema al tiramisù!

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Descriverne la bontà sarebbe riduttivo…vi dico solo che per quanto ero piena ne ho mangiato solo metà ma quell’angelo di Franco ha preparato, con lo stesso impasto, le famose brioche con il tuppo, per la colazione di stamattina prevedendo che dopo cena non ce lo saremmo poi così godute!

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Beh, che dire, questo party “detto, fatto” è stato pazzesco ed essere l’aiuto chef di uno dei chef prodigio italiani, mi ha riempito di orgoglio!
Ps: Franco, mi raccomando, non lo dire a tutti che sono una frana e che in realtà ho solo versato il pomodoro nella pentola!

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