NAPOLI 1820, IL VESUVIO IN RIVA AL NAVIGLIO!

IMG_7888-1024x1024Non sono mai stata una vera partenopea, non sono una di quelle che va predicando il proprio credo suddista. Ciò non toglie che nel mio accento sia sempre presente la cadenza campana, che le battute in napoletano hanno sempre una verve in più e che quando sento qualcuno parlare in napoletano, che io sia in Messico o a Pavia, il mio petto si gonfia di orgoglio.
A Milano è più che normale sentire parlare in napoletano perché si sa, i milanesi sono solo un mito, in realtà non esistono!
Da quando vivo qui, vado sempre alla ricerca della pizza perfetta, di quella che non ti fa rimpiangere Napoli, e devo dire, che ci sto riuscendo!
Quando ho una riunione con i miei angeli di 2 biscotti nel tè, cerco sempre di farlo nel modo più vicino possibile alle nostre radici, così che possiamo sentirci “a casa” a tutti gli effetti!
Così Francesca, dopo aver testato con le sue papille gustative Napoli 1820, propone di andar lì per una pizza che non ci avrebbe deluso.


Accetto volentieri  e, armata di fotocamera mi dirigo ai navigli per documentare tutto.
Già entrando senti quell’accento che con il suo calore ti mette di buon umore, senti il profumo del forno a legna sembra dirti :”quello che vedi non è il Naviglio, ma è il golfo di Napoli” e un’accoglienza calorosa e “sciuè sciuè”  ti conquista come non mai, dandoti il benvenuto in un pezzo di Napoli a Milano.
Così, nostalgici dei pezzi forti della cucina napoletana, abbiamo ordinato di tutto, dalla VERA mozzarella in carrozza, quella fatta con la fetta di pane e non con il pane in cassetta, montanare, palle di riso (sì, a Napoli non sono arancini o supplì, ma sono palle di riso!), zeppole e panzarotti (tristemente chiamati, da i non terroni, crocchette di patate e frittelle).

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Devo dire che potevamo concludere la nostra cena qui, visto che era tutto buonissimo e le porzioni molto generose ma, avevamo scelto quel posto per la pizza e per veder quanto quel simpatico piazzaiolo,  che non appena ha capito che non avevamo origini così lontani da lui, mi ha proposto di “cacciare” la pizza dal forno, avesse l’arte nelle mani!
La pizza era perfetta, il mastro pizzaiolo Giuseppe Fasano, ci ha subito conquistato! L’impasto molto equilibrato, tanto che anche la pizza con il cornicione ripieno di ricotta che solitamente fatica lievitare in cottura, era soffice al punto giusto. Anche la cottura era strepitosa e, considerando che sono molto puntigliosa su questo anche se a voi sembrerà una banalità, Peppe il pizzaiolo ha fatto centro!
Che dire Napoli 1820 mi è piaciuta proprio tanto, mi è piaciuta per la pizza (grazie PEPPE!), per lo staff, per l’atmosfera e per la generosità di chi lo gestisce nel regalarti un pezzo di Napoli a Milano!

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