Ho trovato Massimo Bottura sotto l’albero!

bottura 1Come già vi avevo raccontato, il mio fidanzato mi ha conquistato per il suo buon gusto. È raro che gli uomini facciano bei regali, ricordo ancora il volto di mia madre quando mio padre le regalò una pentola a pressione… da quel momento mio padre ha sempre delegato noi nell’acquisto dei regali e potete immaginarne il motivo!

Ma Piero, il mio fidanzato, non ha mai sbagliato un tiro, è sempre stato ricercato e mai scontato e anche questa volta mi ha reso felice. Sotto l’albero ho trovato una cena all’Osteria Francescana, noto ristorante 3 stelle Michelin di Massimo Bottura.

 Vi lascio immaginare la felicità, visto che avendomi già portata per il mio 25° compleanno, non vedevo l’ora di ritornarci ma ovviamente di Osteria ha il nome ma non il conto e non è che puoi andarci ogni volta che ne hai voglia.
La location è davvero meravigliosa, non solo per gli arredi sobri ed eleganti, ma soprattutto per lo studio delle luci sui tavoli che rendono l’atmosfera accogliente e calda senza metterti a disagio.
Anche il table setting è davvero notevole, con sottopiatti in porcellana bianca e bordo oro che “scaldano” la tavola dallo stile minimalista.

bottura 2

Altro punto a favore è la grafica del menù che presenta disegni ad acquerello realizzati a mano e la cosa più bella è il non mostrare i prezzi nei menù delle signore, davvero un tocco di eleganza e galanteria!

bottura 3

Ma eccomi qui a raccontare la mia esperienza sublime: abbiamo optato per il menù degustazione “tradizione in evoluzione” che, dalla scorsa volta in cui siamo stati ha subito delle evoluzioni notevoli!  Ho deciso di non parlarvene mostrandovi portata per portata dall’antipasto al dessert, ma voglio fare una classifica dei piatti partendo da quello che ho apprezzato meno a quello che mi ha fatto letteralmente impazzire.
Ultimo in classifica è stato “Beautiful, psychedelic, spin-painted veal, not flame grilled” filetto di vitello che sembra grigliato ma non lo è! Viene cotto sottovuoto a bassa temperatura e la sua parvenza di grigliato ai carboni è data dalla cenere di verdure presente ai lati. Il piatto viene presentato come omaggio a Damien Hirst giocando così sul piatto con salse di clorofilla, patate, rapa e rafano fresco. È all’ultimo posto perché non amo troppo le pietanze con tante salse diverse, ma la tenerezza e la qualità della carne erano degne di un 3 stelle Michelin.

bottura 12

All’ottavo posto si piazza “Croccantino di foie gras con cuore di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena”. Non amo il foie gras per il suo retrogusto, ma sarà perché ricorda il mio gelato preferito, sarà perché l’aceto balsamico lo “sgrassa” devo dire che nonostante il suo penultimo posto dato da non amare così tanto il foie gras, è stato notevole.

bottura 13 bottura 14
Al settimo posto abbiamo “tagliatelle al ragù” che si piazza basso solo per il sapore classico e tradizionale, ma non per qualità e sapore.

bottura 11
Sesto in classifica posiziono “Triglia alla livornese” ripiena di scampi su salsa al pomodori con polvere di pomodoro, olive nere e capperi. Quello che ho apprezzato di più del piatto è stato il contrasto tra il croccante di pane in superficie e la tenerezza della polpa del pesce.

bottura 6 bottura 7

Quinto posto per il dessert “Vignola”, omaggio alle famose ciliegie della città di Vignola che lo chef ha reinterpretato con delle ciliegie fake realizzate con il cioccolato e cuore di succo alla ciliegia e caffè poggiate su una riproposizione della famosissima torta Barozzi, dolce tipico modenese la cui ricetta è segreta da sempre.

bottura 16

Al quarto posto si posiziona “Caesar salad in Emilia”, geniale interpretazione dello chef della famosissima insalata che, nel cuore di lattuga, inserisce tutti gli ingredienti della famosissima insalata come il parmigiano, i crostini di pane, la pasta d’acciughe etc.., ovviamente tutti rivisitati con maestria e dunque non banali.

bottura 9 bottura 10

Eccoci al podio! questi ultimi tre piatti sono stati da delirio, da esperienza ultra sensoriale oserei dire.
Al terzo posto si posiziona “Cinque stagionature di Parmigiano Reggiano in diverse consistenze e temperature”. Già a guardarlo rimani senza fiato, mangiarlo poi non ha prezzo! La sensazione che prova il palato nell’assaporare insieme le diverse consistenze e le diverse temperature di un sapore con la stessa matrice, regala un’esperienza sorprendente. Ancora più magica è stata la descrizione live dello chef della realizzazione della spuma di parmigiano… il suo racconto ha reso il piatto ancora più magico!

bottura

Secondo posto per il piatto “Da Modena a Mirandola” . favoloso riassunto dei sapori emiliani, un viaggio tra il dolce ed il salato che mi ha stupito e fatto ricredere su tutto ciò che ho sempre pensato del cotechino. Il piatto è composto da una base di sbrisolona,  con zabaione e cotechino cotto al vapore di Lambrusco. Piatto perfetto negli equilibri nonostante ingredienti così distanti tra loro.

bottura 8

La medaglia d’oro va all’intramontabile “ricordo di un panino alla mortadella” meravigliosa rivisitazione del tradizionale e intramontabile panino che ha fatto sognare davvero tutti, a tratti anche i vegetariani! Lo chef ha scomposto e sublimato il famoso panino realizzando una spuma di mortadella accompagnata da un cubetto di gnocco ingrassato servito caldo,  granella di pistacchio e crema di aglio dolce.  Raccontato così potrà sembrarvi un piatto banale, ma credetemi, tornerei mille volte all’Osteria Francescana solo per questo piatto!

bottura 4bottura 5

Comments

comments