L’Fanà, un posto da lasciarci il cuore e gli occhi!

FANA_11Mai avrei pensato di avere nostalgia dei monti, mai e dico mai avrei creduto di ricordare con nostalgia un posto freddo perché, da buona terrona piena di pregiudizi, ho sempre detestato la montagna. Parte della colpa la detiene anche mia madre che, non sopportando la neve e il freddo, ha sempre boigottato le proposte di vacanze in montagna. Quest’anno però mia madre, pur di stare con suo nipote Guido Alberto che nella top ten dei favoriti mi ha superato di gran lunga, ha deciso di passare il Natale in montagna con lui e noi di conseguenza siamo andati tutti a casa di mia sorella Caterina.
E come si dice, se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto e nonna Maria Rosaria ha trasferito tutte le sue tradizioni natalizie (baccalà compreso) in Alta Badia pur di veder il suo nipotino sciare per la prima volta.
All’inizio ero restia a passare il Natale in montagna perché per me tornare ad Aversa durante le feste natalizie è un’occasione per rivedere tutti i miei amici, ma poi ho colto la palla al balzo e ho detto tra me e me:” cosa c’è di più bello di esplorare un nuovo posto con delle tradizioni e soprattutto degli scenari così belli e romantici?” così la prima cosa che ho messo in valigia è stata la mia fotocamera  che ogni giorno ha catturato scenari e dettagli di un bellissimo viaggio.
Tra i tanti posti visitati, sono rimasta folgorata da un ristorante tipico Ladino, L’fanà. Entrando mi è sembrato il mondo delle favole, tutto così romantico e allo stesso tempo surreale tanto da ricordarmi la casetta dei tre orsi che incontra Riccioli d’oro nel bosco…non lo so perché, ma io da piccola me la immaginavo proprio come questo posto.
L’artigianato è uno dei tanti punti forti che ha da offrire l’Alta Badia e i quasi tutti i posti che ho visitato hanno questo arredo tipico che è così romantico da scaldarti il cuore.
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L’fanà ha una peculiarità e se vai lì devi assolutamente provarla: la carne alla griglia! la particolarità è data dal tipo di brace che è composta da carboni dolci e bacche di pino…magia pura! Ma confesso che il cibo in questo posto non è stato il mio focus principale, quello che mi ha colpito è stato la cura dell’arredo, i decori e gli oggetti di artigianato. Così invece di mangiare, sono andata in giro per il ristorante a fare foto come un giapponese a Roma…immaginate la gioia dei camerieri! questo posto mi ha rapito il cuore e se vi capita di andare in giro per l’Alta badia, passate a La Villa e fermatevi a L’fanà che non ve ne pentirete, parola di Sarah!
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