Cena venezuelana, anche il cibo può farti guardare lontano!

CENA VENEZUELANA _5Le relazioni tra persone sono il vero miracolo della vita.
Il solo pensiero che un’altra persona abbia un bagaglio culturale diverso dal tuo e possa donarti un po’ del suo sapere, è la più grande forma di democrazia. Spesso non guardiamo più in là di un palmo dal nostro naso, pensando che tutto ciò che ci circondi sia normale e dovuto.
Dietro le nostre “agiatezze” ci sono secoli e secoli di storia vissuta che, nel bene e nel male, ci hanno garantito quello che oggi abbiamo.
L’altra sera, la meravigliosa Francesca, la nordica dal cuore caliente del Venezuela di cui vi ho parlato qui, ha organizzato una cena venezuelana, facendomi così scoprire i sapori del Venezuela e non solo.


Aiutata dal favoloso Javier, artista venezuelano ormai in Italia da molti anni, ho incontrato sapori a me prima sconosciuti e soprattutto ho avuto modo di conoscere più da vicino la situazione politica venezuelana.
Ammetto che sono una di quelle che non legge i quotidiani in modo viscerale quindi, della situazione venezuelana, delle file per un tozzo di pane e un bicchiere di latte, ne avevo sentito parlare solo su Vivere per raccontarla, il blog di Francesca per l’appunto.

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Così, a suon di arepas stracolme di carne mechada, pollo pepiado e pan de jamon, Francesca e Javier mi hanno raccontato di come una finta Repubblica decida della vita del suo popolo e di come giochi a fare da padrone decidendo cosa dargli e cosa no.
Javier mi raccontava di come, mentre stai andando a lavoro, e ti capita di vedere qualcuno con del latte come se fosse un miraggio perché in quel periodo il latte scarseggia, decidi di cambiare rotta avventurandoti alla ricerca del latte grazie alla soffiata del passante che dopo ore l’ha trovato. Mi raccontava anche di come lui, appena arrivato a Fiumicino da Caracas, decide di prendere un panino e, come riflesso incondizionato, mette da parte tutto il malloppo di tovaglioli che il barista gli aveva porto con il panino perché veniva da un anno trascorso nella sua terra dove addirittura al Mc Donald i camerieri tagliavano in quattro i tovaglioli vista la rarità della merce in quel periodo.
E così tra un sorso di Polar, la birra tipica venezuelana, le prelibatezze preparate dalle mani di fata di Francesca e Javier, e racconti surreali di una dittatura mascherata, ho arricchito, anche se solo di un pochino, la mia valigia del sapere e, soprattutto, ho capito quanto sia importante conoscere perché solo conoscendo potrai raccontare!
Se la questione Venezuela vi incuriosisce come è successo a me, vi consiglio di fare un giro su www.vivereperraccontarla.com , Francesca vi ruberà il cuore con i suoi racconti!

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PS: le due foto di Francesca e Javier le ho rubate dal profilo instagram di Fancesca perché erano troppo belle per non rubarle!

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