Davide Gatto, dove le borse sono fatte della stessa sostanza dei sogni!

DAVIDE GATTO_10Ho sempre amato follemente le borse, e se la mia casa crollasse, le borse la manterrebbero.
Non c’è griffe, colore, modello che tenga…se decido che deve essere mia, lo sarà.
La mia prima Vuitton l’ho comprata con la mia prima borsa di studio, come solo una vera oca giuliva potrebbe fare!
Da bambinetta fashion addicted, ne volevo assolutamente una ma mia madre mi disse: “amore mio, non ne ho mai comprata una per me, figuriamoci se ne compro una a te! Quando avrai i tuoi soldi, potrai fare quello che ti pare, anche sprecarli per una borsa così inflazionata!”. Ovviamente, alla prima borsa di studio universitaria, ho “giustamente” acquistato una borsa!
Non ho scelto l’inflazionato “speedy”, che davvero tutti avevano, ma sempre una con il famoso pattern LV che per quanto sia un classico, è un po’ too much!
Se tornassi indietro forse lo rifarei, certe follie si fanno solo con l’incoscienza! Perché spendere tutti quei soldi per una borsa in parte in pelle, se con le stesse cifre puoi avere un vero gioiello di artigianato italiano?
Lo scorso week end, passeggiando sui navigli in occasione del flower market, sono stata rapita dalla bellezza e dalla delicatezza di un atelier di borse: Davide Gatto.

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Bacareto da Lele, l’essenza veneziana in uno Spritz!

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Chi non è mai stato rapito dal fascino veneziano? Chi non ha mai sognato di essere sedotta da Don Giovanni per una notte?
Venezia è magica, e con il sole ancora di più! Grazie al mio lavoro, ho l’opportunità di andare nei posti più belli, nelle location più affascinanti e godere della loro bellezza in religioso silenzio prima che l’evento o la sfilata prendano vita.
Alcuni giorni fa, spedita a Venezia per un rilievo, ho avuto la possibilità di godere della sua bellezza, rubando con gli occhi ogni minimo particolare, cercando di incamerarlo nella memoria e farlo mio per un po’.

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Drogheria Milanese, giusto compromesso tra occhi e portafogli!

drogheria milanese_11Questo lunedì, visto che da qualche giorno sono zoppa e sono costretta a stare chiusa in casa con il piede immobile avvolto nella cosiddetta “calzetta della nonna”, vi parlerò di un posto che ho provato un po’ di tempo fa.
C’era un ristorante che vedevo praticamente tutti i giorni, Drogheria Milanese, che con il suo arredo retrò mi affascinava tanto e che, con aria calma e rilassata, mi appariva quasi come un’oasi felice. Così, dopo parecchio tempo dall’avvistamento, e su pareri favorevoli da parte di amici che lo avevano provato, ho deciso di andarci.

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Copacabana temakeria, buon cibo e savoir-faire!

copacabana milano_15Spesso ci sono cose che partono con il piede sbagliato, e io le fiuto subito.
Avevamo deciso di andare a pranzo da Copacabana, una temakeria brasiliana in zona Arco della pace.
Così, Antonio prenota per 3 persone alle 13.00. Secondo voi, alle 13.00, eravamo lì? Assolutamente no!
Così, quel sant’uomo di Antonio, chiama per dire che non solo da 3 eravamo diventati 2, perché Francesca aveva dato buca, ma che saremmo arrivati con mezz’ora di ritardo.
Secondo voi alle 13.30 eravamo lì? Ma neanche per sogno! Siamo arrivati alle 14.30, con la consapevolezza che avremmo digiunato, visto il ritardo megagalattico!
E invece no, ci hanno accolto con grande garbo e gentilezza, e ci hanno fatto accomodare.

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Albufera, dove già l’accoglienza fa la differenza!

ALBUFERA_1Se c’è una cosa in cui credo fermamente, è “l’amore a prima vista”.
Sì, ammetto di appartenere alla categoria “nella vita o è tutto bianco, o è tutto nero”, ma sono una di quelle persone che va a sensazioni, che capisce a pelle se quella persona “appartiene” al suo modus vivendi e, devo dirlo, sono poche le volte in cui sbaglio!
Da due anni il mio cuore appartiene anche un po’ alla Spagna. Da due anni la mia famiglia si è allargata con una “terza sorella” spagnola, la mia Pati.
L’ho conosciuta tramite un’amica in comune, e ho subito capito che saremmo diventate amiche. Non chiedetemi perché, ma mi è bastato un aperitivo con lei, e siamo diventate inseparabili!

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Stefano Bonomi, il mago dei capelli!

Stefano Bonomi_17Vi ricordate quando a dicembre sono andata a Detto Fatto, la trasmissione condotta da mia sorella Caterina, per farmi tagliare i capelli da Stefano Bonomi? Bene, se mi avete visto, vi ricorderete quanto abbia insistito Stefano nel volermi farmi bionda!
Dopo mesi e mesi di “corteggiamento” ho ceduto, ho messo da parte la paura di cambiare, e sono andata nel suo salone in via Canonica 59 qui a Milano.

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Donna barbuta, sempre piaciuta!

ANTICA BARBERIA COLLA_1Un antico detto dice: ”Donna barbuta, sempre piaciuta!”… chissà perché!
La festa della donna ormai è solo un pretesto consumistico e banale. La donna non va festeggiata, va rispettata!
Come spesso accade, si scambia un giorno molto importante di commemorazione, con uno stupido pretesto per andare in giro a far baldoria sentendosi “libere” per una sera. Essere donna non è questo, ma potremmo stare ore a dibattere su questo quindi passiamo a come mi sono celebrata a suon di rasoio senza lama!

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I segreti di Pulcinella, guardare il Naviglio e sentirsi a Napoli!

i segreti di pulcinella_3Se una nordica ti consiglia una pizzeria, non aver paura di essere diffidente, è più che lecito! Ma se una nordica in fondo è più a sud di te per trascorsi familiari e vicende pregresse, non devi fare altro che fidarti!

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Cargo High-Tech, il paese dei balocchi del decor!

hi-tech_1Se a Milano cerchi un posto dove puoi trovare tutto, ma davvero tutto per la tua casa, non puoi non andare da Cargo High-Tech.
Definirlo concept store sminuirebbe la sua magia e, definirlo negozio di arredamento, pure. La parola giusta per collocarlo in una categoria è, a parer mio, grande emporio.
Lo scorso week end io e Piero eravamo in giro alla ricerca di un attaccapanni e, con questa scusa, l’ho portato nel regno del decor!

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Valà, vedrai che ti piacerà!

valà_3Sabato in pieno relax, pioggia disarmante fuori e l’unica cosa che vuoi è uscire di casa. Ma se gli amici chiamano, devi correre! I compromessi spesso aiutano, ma se poi dai compromessi scopri dei piaceri, allora è ancora meglio!
Dovevo vedere Antonio, uno dei tre angeli che mi aiuta nell’avventura di 2 biscotti nel tè, ma nessuno dei due aveva voglia di imbattersi in un pomeriggio di pioggia e attraversare la città per raggiungere un posto davvero carino di cui presto vi parlerò. Così, per mediare, Antonio propone un posto a metà strada tra casa mia e casa sua, garantendomi che non mi sarebbe poi così dispiaciuto essermi armata di sciarpa guanti e cappello per vederci lì. Mi dice che la merenda ha un suo perché in quel posto, e che la cheescake alla soya mi avrebbe deliziata.

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