Ho trovato Massimo Bottura sotto l’albero!

bottura 1Come già vi avevo raccontato, il mio fidanzato mi ha conquistato per il suo buon gusto. È raro che gli uomini facciano bei regali, ricordo ancora il volto di mia madre quando mio padre le regalò una pentola a pressione… da quel momento mio padre ha sempre delegato noi nell’acquisto dei regali e potete immaginarne il motivo!

Ma Piero, il mio fidanzato, non ha mai sbagliato un tiro, è sempre stato ricercato e mai scontato e anche questa volta mi ha reso felice. Sotto l’albero ho trovato una cena all’Osteria Francescana, noto ristorante 3 stelle Michelin di Massimo Bottura.

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Candy Box!

candy box 10Chi di voi non ha mai sognato di essere Willy Wonka e vivere in una fabbrica di coccolato? Io confesso che mi sarebbe piaciuto tanto essere lui soprattutto per il suo super mega ascensore orizzontale perché si sa, la pigrizia va braccetto con la golosità ed io, sono la reginetta di entrambe!

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pizza di scarole 2.0

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Potesse crollare il mondo, ma in ogni famiglia campana, il 24 dicembre, la sveglia è data da un profumo strepitoso che arriva dalla cucina: la pizza di scarole!
La tradizione vuole che, dovendo tenersi “leggeri” per il cenone dalla vigilia, a pranzo si mangia “solo” la pizza di scarole, come se fosse un’insalata con germogli di soia…davvero light!

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Chef per un giorno!

1Mi è sempre capitato, fin da bambina, che certi sapori, certi profumi e certi suoni, mi facessero rivivere dei flashback.
Così la memoria resta intatta, come se tutto fosse in un hard disk e , nel momento del bisogno, lo rispolveri come se il tempo non fosse mai passato.
Da quando vivo da sola ho davvero capito l’importanza dei rituali, ho capito perché i miei genitori insistevano nel cenare tutti insieme, ho capito quanto tutto ciò sia fondamentale per una vita felice e quanto sia fondamentale per arricchire il capitale umano.La sensazione nel ricordare quei momenti è unica, indescrivibile e ti regala sorrisi inaspettati.

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Sentirsi Maria Antonietta, ma senza ghigliottina!

marie-1Se potessi scegliere un periodo storico in cui rinascere, sceglierei l’800 francese e ovviamente nei panni di una nobildonna!
Ogni volta che sono a Parigi per lavoro, spesso anche in giornata, come se stessi andando da Milano a Como, rimango stregata dal fascino parigino.
Ho sempre desiderato essere una principessa con sottogonna, corsetti e merletti e avere come unico cruccio cosa indossare al gran ballo del principe Azzurro che cerca moglie…perché quelli sì che sono problemi!Chi non è rimasto folgorato dalla scena del film Marie Antoinette della strepitosa Sofia Coppola dove la folle Regina di Francia, con le sue dame di compagnia, sceglie tessuti e scarpe disegnate eccezionalmente da Manolo Blahnik mangiando pasticcini e bevendo fiumi di champagne…? Beh io, quando ho visto quella scena, ho desiderato essere proprio lei, ovviamente solo in quella scena, eh! Perché tra il marito frigido e la decapitazione, non so quanto sia invidiabile la sua vita!

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Basta un poco di zucchero e la pillola va giù!

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Ci sono dei giorni in cui hai voglia di partire, mollare tutto e cambiare vita, ma l’unica cosa che puoi fare è coccolarti, ricordarti dei momenti migliori e riviverli nei piccoli gesti. Ieri sera ho deciso di coccolarmi così, preparandomi un dolce che mi ricorda un momento felice. L’ho assaggiato a Bruxelles per la prima volta e, da quel momento, ne sono diventata dipendente. Ovviamente non posso abusarne vista la quantità spropositata di calorie però, ogni tanto, dobbiamo pur cedere alle tentazioni! Il pain perdu,  dolce tipico dei Paesi francofoni, appartiene alla tradizione della cucina povera poiché, come dice lo stesso nome “pane perso, andato a male”, prevede l’utilizzo di ingredienti semplici e poveri, soprattutto di recupero.

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il Sig. Hamburger

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Quanto sei disposto ad aspettare per conoscere il Sig. Hamburger AL MERCATO?

Odio fare la fila, lo trovo davvero snervante. Ma ci sono quelle cose per cui sei disposto a fare di tutto, anche  una fila di 50 minuti per mangiare un hamburger. Mai avrei pensato di aspettare tanto, io che da buona campana l’ho fatto solo per mangiare la pizza da Michele! Sì, perché nell’immaginario comune, l’hamburger è un pasto “fast” di quelli che servono per sfamarti o per “ingozzarti” quando hai voglia di qualcosa in stile junk food. Ma questo piccolo burger bar, AL MERCATO per l’ appunto, provvisto solo di cinque tavolini e un bancone per quattro persone, vi farà ricredere su tutto ciò che avevate sempre pensato sulla reputazione di un hamburger. Le regole da loro imposte sono poche: “non accettiamo prenotazioni, la musica la scegliamo noi e il volume anche!”.

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