A CASA EATERY, lo spazio e il tempo non sono un problema!

a casa_6Sembrerà strano, ma a Milano ho trovato un ristorante che non fa turni e accetta prenotazioni un qualsiasi orario senza che tu vada alle 20 o alle 22, ha tavoli talmente distanti tra loro che non sembra un ristorante, e soprattutto ha un rapporto qualità prezzo di tutto rispetto.Lo scorso week-end è venuta a trovarmi Giovanna, la mia migliore amica di sempre. È venuta perché c’è stata una festa importante, una festa che ricorderemo per sempre: la festa di inaugurazione della prima casa mia e di Piero. E come ogni volta che Giovanna viene a Milano, cerco di portarla in posti carini e diversi da quelli che potrebbe trovare anche a Napoli. Così, l’ho portata “A casa- Eatery”, a due passi dai navigli e nella strada che per sempre porterò nel cuore perché lì ci sono la mia prima casa da sola a Milano e tanti altri ricordi.

Il posto lo vedi solo se sai di preciso dov’è, è nascosto al piano terra di un palazzo come se si volesse confondere tra le altre case. Una porta azzurrina con tanto di campanello ti accoglie, e un ingresso stile casa della nonna con tanto di mensola e specchio ti da il benvenuto a casa!Tutto l’arredo si presenta come la tipica casa di tutti i nonni, soprattutto per chi ha i nonni del sud. Dalle sedie, ai decori per passare alla madia del pane dove ho appoggiato il mio meraviglioso Borsalino che si intonava al contesto alla perfezione, tutto mi ricordava casa di nonno Emilio, che con la sua cucina a legna, sfornava pizze e noccioline tostate a tutte le ore!
La cosa bella e che più ti fa sembrare di cenare in una casa, è la distanza tra i tavoli che di solito, soprattutto a Milano, sono appiccicati l’un l’altro quasi a creare un’unica tavolata non voluta.

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Il menù è molto semplice e molto “terrone” e anche questa è una grossa componente che mi ha fatto sentire come a casa di nonno Emilio. Da buona napoletana sono stata curiosa di assaggiare la mozzarella in carrozza non fritta e pasta e patate, due must della cucina partenopea. Inutile dirvi la diffidenza della mia migliore amica che mi ha dato della pazza a prendere questi piatti dicendo che la pasta e patate la si mangia solo da Nennella ai quartieri e che la mozzarella in carrozza vera è quella che ti fai a casa quando la domenica tua madre ha comprato troppa mozzarella e non vuole buttarla perché è peccato! Ma io ho voluto dare fiducia allo Chef, e così ho osato. La mozzarella in carrozza non fritta era buona, soprattutto ho apprezzato il pane non molto “grasso” e su consiglio dello chef ho inzuppato di tanto in tanto qualche pezzetto nella maionese con pomodori confit. La pasta e patate invece no, non ha soddisfatto le mie aspettative! Sarà che ero partita troppo entusiasta, sarà che è il mio piatto preferito da sempre, ma la vera pasta e patate non è così. Così mi propongo allo Chef, se mai leggerà questo post, di prepararla una volta insieme, così come la mia mamma mi ha insegnato e così come la preparo ogni tanto quando ho nostalgia di mammà! Forse non mi crederete ma a casa mia per il proprio compleanno, la festeggiata sceglie il menù, e ogni anno puntualmente il 26 aprile a casa Balivo si mangia pasta e patate, per questo Chef, quando vuoi, sono qua!a casa_1 a casa_10 a casa_11 a casa_12 a casa_13 a casa_14 a casa_15 a casa_16

 

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